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di PattiChiari
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Miniguida agli assegni bancari
Ti sarà capitato di dover pagare o incassare una cifra piuttosto rilevante. In questi casi difficilmente si usano i contanti, che può essere pericoloso e scomodo portare con sé, e si preferiscono gli assegni.
Chi riceve un assegno può incassare subito oppure versare il relativo importo sul proprio conto corrente. Chi lo emette, vedrà addebitato l’importo dell’assegno sul proprio conto solo quando l’assegno sarà effettivamente incassato.
Devi incassare un assegno?
Un assegno è un titolo di credito, cioè un documento che non ha un valore in sé ma rappresenta per chi lo riceve un diritto, quello di incassare la somma indicata.
Se ricevi un assegno con scritto il tuo nome nel campo destinato al beneficiario, puoi incassarlo nella banca che lo ha emesso, ricevendo in contanti la somma indicata. Se hai un conto corrente, puoi presentare l'assegno alla tua banca, che attiverà la procedura d'incasso presso la banca emittente e alla fine ti accrediterà la somma sul conto.
Un assegno bancario è pagabile a vista e deve essere presentato per il pagamento entro 8 giorni (se è pagabile nello stesso Comune) oppure 15 giorni (se pagabile in un Comune diverso). Scaduti questi termini, chi lo ha emesso può revocarlo dandone avviso alla banca.
Come si fa ad avere un libretto degli assegni?
Se vuoi avere un libretto degli assegni devi innanzitutto avere un conto corrente, quindi fare richiesta allo sportello della tua banca perché ti sia accordata la “convenzione di assegno” (cioè la possibilità di emettere assegni) e fornito il relativo blocchetto.
Un carnet di assegni si compone di venti moduli in bianco che, una volta compilati in ogni loro campo e consegnati al beneficiario, diventano assegni. Non è obbligatorio, ma ti consigliamo di annotare sempre sulla matrice la data, il motivo e l'importo degli assegni che stacchi. Potrai così tenere sotto controllo lo stato del tuo libretto e segnalare prontamente alla banca eventuali mancanze: in caso di furto o smarrimento, infatti, gli assegni si possono bloccare per impedire che qualcuno li incassi in maniera indebita.
Come si compila un assegno?
I campi da compilare affinché un assegno sia valido sono:
luogo e data di compilazione;
importo da pagare (in cifre e in lettere);
nome del beneficiario;
firma di chi emette l'assegno.
Occorre fare molta attenzione quando si scrive un assegno, non solo perché la banca può rifiutarsi di cambiarlo se ritiene che ci siano delle imprecisioni, ma anche perché si possono commettere veri e propri illeciti o rendere inutilizzabile l’assegno (la post datazione, per esempio, è vietata dalla legge).
Inoltre, se il campo relativo al beneficiario non è stato opportunamente compilato, l'assegno è incassabile di chiunque ne entri in possesso.
Ricordati, quindi, di compilare sempre tutti i campi obbligatori e di fare attenzione all'indicazione precisa dell'importo. A questo fine, è buona norma far precedere e seguire al valore indicato in numeri il simbolo #, in modo che nessuno possa modificarlo in seguito. Per esempio, se devi emettere un assegno di 115 euro, puoi scrivere: #115,00#.
Nella parte in lettere, invece, apporrai una barra dopo le unità, cui seguiranno i decimali. Nell'esempio di prima dovrai quindi scrivere: centoquindici/00.
Cosa s'intende per "assegno scoperto"?
Un assegno è scoperto quando il saldo disponibile del conto corrente di chi lo ha emesso non è sufficiente a coprirne l'importo. Non è una cosa da prendere alla leggera, perché si tratta di un grave illecito, sanzionato pesantemente dalla legge. Quando firmi un assegno, quindi, è molto importante che tu sia sia sicuro di avere sul tuo conto corrente la disponibilità dell’intera cifra indicata. Tieni conto che questa disponibilità deve permanere per diversi giorni, finché non sei sicuro che l'assegno ti sia stato addebitato: il beneficiario può di norma presentare l'assegno per l'incasso al massimo 8 o 15 giorni dopo che l'ha ricevuto; da lì possono poi passare tra i 5 e 7 giorni lavorativi per la gestione della pratica e l'addebito definitivo sul tuo conto.
Cos'è una girata?
Se sull'assegno non compare la dicitura "non trasferibile", significa che questo può essere incassato dall'intestatario o da altra persona cui il primo l'abbia girato. Perché questo sia possibile, il beneficiario deve apporre la propria firma sul retro, se vuole indicando anche la persona che gli subentra. Quest'ultima potrà incassare l'assegno oppure girarlo a sua volta a qualcun altro e così via. Occorre però ricordare che chi ha posto la firma per girata deve garantire il pagamento della somma indicata.
La possibilità di girare un assegno è destinata a scomparire con il prossimo decreto antiriciclaggio, ma per il momento resta valida. L'unico vincolo tuttora vigente riguarda gli assegni di valore superiore a 12.500 euro, per i quali è obbligatoria la clausola di non trasferibilità.
E quella doppia barra...?
Un caso particolare di assegni bancari sono quelli "sbarrati", riconoscibili perché hanno due barre diagonali e parallele sulla facciata anteriore. Questo tipo di assegni può essere incassato dal beneficiario soltanto nella propria banca. Se non hai un conto corrente, quindi, presta attenzione a non farti intestare assegni sbarrati, perché non potresti incassarli.
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