
Storia e status giuridico
La Banca d’Italia nacque con la legge 449/1893, che autorizzava la fusione della Banca nazionale nel Regno con la Banca nazionale toscana e la Banca toscana di credito per le industrie e il commercio d’Italia, al fine di costituire un istituto di emissione nuovo, in forma di società anonima (l’odierna società per azioni).
All’epoca erano autorizzati a emettere banconote sul territorio nazionale anche il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Un decreto legge del 1926, tuttavia, stabilì che questa prerogativa fosse riservata alla Banca d’Italia, che assunse il ruolo di banca centrale con formali poteri di vigilanza sulle banche del Paese.
Le crisi bancarie degli anni trenta misero in luce come esigenze primarie dello Stato la tutela del risparmio e della stabilità economico-finanziaria. Per questo motivo la legge bancaria del 1936 (R.D.L. 375/1936, convertito con modificazioni nella legge 441/1938) e il successivo statuto (approvato con R.D. 1097/1936) assicurarono la separazione tra banca e industria, ampliando i poteri di vigilanza e dichiarando la Banca d’Italia istituto di diritto pubblico.
Da allora l’autonomia della Banca d’Italia è cresciuta sempre più nel tempo, fino ad arrivare alla legge 82/1992, che attribuisce al Governatore della Banca d’Italia il potere di disporre variazioni del tasso ufficiale di sconto senza concordarle più con il Ministro del Tesoro.
Lo status giuridico di ente pubblico esclude la possibilità di fallimento della Banca d'Italia e, tramite il suo intervento nei casi di crisi, la possibilità di fallimento delle banche private, garantendo la stabilità dell'intero sistema bancario italiano.
Organizzazione
La Banca d’Italia ha la sede centrale a Roma, nel Palazzo Koch. È presieduta da un Governatore, nominato dal Consiglio superiore della Banca, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentito il Consiglio dei Ministri.
Dopo la riforma del 2005, il Governatore dura in carica 6 anni e il suo mandato è rinnovabile una sola volta. Attualmente la carica è ricoperta da Mario Draghi.
L’articolazione territoriale della Banca d’Italia consta di 97 filiali, di cui 14 sedi (Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Livorno, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia) e 83 succursali (quasi tutti i capoluoghi di provincia). Le filiali svolgono compiti in materia di vigilanza creditizia e finanziaria, attività di gestione del servizio di tesoreria dello Stato, operazioni connesse con l’ordinato andamento della circolazione monetaria e analisi dei fenomeni economici e finanziari nei mercati locali.
All’estero la Banca d’Italia è presente con sue delegazioni a Bruxelles, Francoforte, Londra, New York, Parigi e Tokio.
Principali funzioni
Emissione di banconote e politica monetaria
La Banca d’Italia distribuisce euro attraverso le sue filiali, immettendo la valuta nel circuito degli scambi. Inoltre, provvede al ritiro e alla distruzione dei biglietti deteriorati.
Con la presenza del Governatore nel Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), concorre a determinare le decisioni di politica monetaria per l’ area dell’euro e le attua nel mercato nazionale.
Vigilanza creditizia e finanziaria
Il Testo unico bancario (D. Lgs. 385/1993) e il Testo unico della finanza (D. Lgs. 58/1998) attribuiscono alla Banca d’Italia importanti compiti di vigilanza sul settore del credito, mediante emanazione di “istruzioni di vigilanza” per banche e intermediari non bancari, lotta al riciclaggio e all’usura, “provvedimenti” a tutela della concorrenza a carattere sia preventivo sia sanzionatorio.
Analisi economica
La Banca d’Italia presta consulenza al Parlamento, al Governo e ad altri organi costituzionali in materia di politica economica e finanziaria; effettua ricerche, statistiche, analisi giuridico-economiche e le diffonde attraverso le sue pubblicazioni.