Se hai l’esigenza di rivedere i termini del tuo mutuo per ricondurre il rimborso del prestito a condizioni più in linea con la tua pianificazione finanziaria (per esempio riducendo l’importo della rata mensile), puoi rinegoziarlo con la tua banca, modificando i termini del contratto di mutuo (durata, tasso di interesse, etc.).
Per realizzare la rinegoziazione rivolgiti alla tua banca e spiega con precisione le tue necessità per cercare insieme una soluzione condivisa. Questa soluzione si basa infatti sull’accordo di entrambe le parti: né la banca, né il cliente possono esigere una modifica unilaterale delle condizioni, a meno che questo non sia espressamente previsto dal contratto (per esempio, nel caso dei cosiddetti mutui con opzione di scelta della tipologia di tasso da applicare al mutuo).
La prima cosa da fare con la tua banca è valutare attentamente l’evoluzione delle tue esigenze nel tempo, esaminando una serie di fattori quali, per esempio, la tua l’età alla fine della restituzione del nuovo mutuo, le tue previsioni su come evolverà la tua situazione finanziaria nel lungo termine, etc.
Quali elementi del mutuo si possono rinegoziare?
I più importanti sono:
- la tipologia di mutuo; per esempio è possibile passare da un mutuo a tasso variabile a uno a tasso fisso per garantire la stabilità del valore delle rate al verificarsi di fluttuazioni dei tassi. È ovviamente anche possibile passare da un mutuo a tasso fisso a un mutuo a tasso variabile;
- il livello del tasso di interesse applicato, rivedendo per esempio la misura dello spread applicato dalla banca in aggiunta al tasso di mercato di riferimento (per esempio l’Euribor o il tasso IRS);
- la durata del mutuo, passando ad esempio da un mutuo ventennale ad uno trentennale, con il conseguente aumento complessivo degli interessi, ma anche con l’immediata diminuzione dell’importo delle singole rate di rimborso.
Oggi si può rinegoziare il mutuo senza spese tramite una scrittura privata, anche non autenticata, cioè senza l’intervento di un notaio o di un altro pubblico ufficiale abilitato. È sufficiente un accordo scritto tra banca e cliente.
La rinegoziazione inoltre - come la portabilità - non comporta il venir meno dei benefici fiscali acquisiti in precedenza, come per esempio quelli relativi all’acquisto, costruzione, ristrutturazione dell’abitazione principale.
Per saperne di più, scarica la Guida CambioMutuo di PattiChiari
La rinegoziazione per i mutui a tasso variabile
Un’ulteriore possibilità di rinegoziazione di un mutuo a tasso variabile è quella di trasformare il contratto in un mutuo a rata fissa (ridotta in base alla media dei tassi del 2006) e durata variabile.
Questa possibilità è offerta a tutti i clienti, anche in ritardo nei pagamenti, titolari di un mutuo a tasso e rata variabile per l’intera durata del contratto, stipulati o accollati, anche a seguito di frazionamento, prima del 29 maggio 2008, e destinati all’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale.
In sintesi, la rinegoziazione in base alla Convenzione non porta ad una operazione di mutuo a tasso fisso, ma garantisce al cliente che se i tassi di mercato salgono la rata non aumenta ma si determina solo un allungamento della scadenza del finanziamento, con rate costanti pari al valore determinato nella rinegoziazione; se invece i tassi scendono si riduce il maggior periodo di rimborso o, addirittura, si riduce l’importo della rata.
Si tratta di un’operazione resa possibile da una Convenzione firmata il 19 giugno 2008 tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Associazione Bancaria Italiana. L’elenco delle banche aderenti è consultabile sui siti internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’ABI.
Per saperne di più sulle possibilità di rinegoziazione offerte dalla Convenzione scarica la Guida CambioMutuo di PattiChiari.